venerdì 26 febbraio 2016

5 cose su Deadpool

Il film che ha fatto scoppiare le cappelle degli uomini e ha regalato orgasmi multipli alle signore è al cinema. Un film che sinceramente speravo non facessero per la mia paura nel rovinare un fumetto di per sé meraviglioso, mi ha inceve sorpreso.

1: La trama. Wade Wilson (Ryan Reynolds) ha da poco conosciuto Vanessa (Morena Baccarin) e i due pensano a un futuro assieme. A Wade, però, diagnosticano un tumore e pochi mesi di vita. Sull’orlo della disperazione, per non far soffrire Vanessa, la abbandona e finisce in un centro dove gli promettono di curarlo dal cancro e anche di dargli enormi poteri per diventare un supereroe. Ma Wade non è e non sarà mai un supereroe.
2: Gli attori. Nessuno puntava due lire su Ryan Reynolds. Ho sentito gente ridere quando gli hanno affidato la parte, mentre col senno di poi dobbiamo ammettere che ha reso perfettamente la parte. Chi guardiamo sullo schermo è effettivamente Deadpool, con i suoi toni volgari, le battute e il parlare allo spettatore. Ovvio, niente voci nella testa ma sembra comunque un pazzo squinternato. Ottima anche Morena Baccarin, una parte non semplice quella della fidanzata del supereroe più irriverente di sempre.
3: Il doppiaggio. Quando hai una buona pellicola devi riuscire a doppiarla non bene, ma in maniera sublime. Deadpool è l’esatto opposto. Il mio falegname con venti mila lire lo faceva meglio. Ammetto non sia disgustoso (a parte la scelta di far parlare Frank Messina come un coglione), ma in generale non rende l’originale e questa è una grossa perdita tutta italiana.
4: Personaggi secondari. Perché, ci sono personaggi secondari? Sembra li abbiano buttati dentro per condire la trama, ma senza tanta voglia di fare, e così ne saltano fuori personaggi piattissimi che danno quasi la noia. Ma il protagonista è un altro e tutte le luci sono puntate su di lui.
5: Nuovo orizzonte Marvel? Dopo avermi licenziato in tronco Wright (lo so che non è andata così) hanno finalmente capito che lui ci aveva visto lungo: non prendersi sul serio è la strada giusta. Nessuno va più al cinema per vedere il dramma interiore del supereroe (Man of Steel lo ha dimostrato), ormai ci interessa solo ridere e vedere azione. Speriamo allora che la strada battuta da Wright con Ant-Man venga proseguita.

In sostanza devo consigliarlo? Ovvio, ma se siete maggiorenni. Questo film è vietato ai minori non accompagnati, ma fatemi un favore: non accompagnateli. Questo è un film per adulti, non per bambini.


PUNTI M: 4

mercoledì 24 febbraio 2016

5 cose su Zoolander 2

Già fan sfegatato del primo capitolo, all’annuncio di questo film non riuscivo a contenere la mia gioia. Un film semplice, banale e paradossale; queste erano le mie aspettative, condite da un sentore di risate a crepapelle.

1: La trama. Derek Zoolander (Ben Stiller) ha perso sua moglie nel tragico incidente che ha portato alla distruzione del centro “Derek Zoolander per bambini che non sanno leggere bene”, e il suo amico Hansel (Owen Wilson) ne è uscito orribilmente sfigurato. I due però vengono richiamati dalla stilista più in voga del tempo per tornare sulla passerella, e Derek è costretto ad accettare per riuscire a riottenere la custodia di suo figlio.
2: Mai prendersi sul serio. Zoolander è un film con tanti lampi di genio, ma la cosa migliore è il riuscire a non prendersi mai troppo sul serio. Due attori meravigliosi che sanno giocare e scherzare sul mondo della moda, della musica e del cinema stesso, stilisti che si prestano a interpretare loro stessi, tante gag particolari sulla stupidità delle persone belle e infine una grandissima satira al mondo dello show business.
3: Will Ferrell. Siamo onesti, non serve altro. Se proprio volessimo esagerare potremmo anche aggiungere “Pino Insegno”, che al doppiaggio fa un lavoro magistrale su questo attore da anni. Ferrell è l’attore demenziale per eccellenza, capace anche di farti provare dei sentimenti reali in un film che di realtà sembra avere ben poco.
4: Pubblicità. Questo film ha avuto una pubblicità pazzesca, piena di sfilate reali, video virali, pubblicità finte. Questo è un film che finge di essere parte del reale e per pubblicizzarsi è entrato nelle meccaniche della moda comune e dello spettacolo. Non è facile vedere Derek Zoolander fare la pubblicità della Fiat, eppure grazie a questo film è successo.
5: Un pubblico non adatto. Quando guardo un film demenziale, voglio un film demenziale. Questa pellicola è piena di persone che guardano il film e che se ne lamentano perché è demenziale. Un po’ come guardare Titanic e lamentarsi del fatto che non fa ridere abbastanza. Se non sai fruire qualcosa, non lamentartene, altrimenti risulti paradossale. Come chi di fronte al mare ai Caraibi si lamenta della poca neve.

Quindi questo è un film che consiglio? Certo che sì! Una pellicola godibilissima e stupida al punto giusto che può offrire risate gratuite senza troppi problemi.


PUNTI M: 3

venerdì 12 febbraio 2016

5 cose su Creed - Nato per combattere

Io non sono un fan dei film di Rocky, li trovo ripetitivi e alla lunga stancanti, un po’ come i film su Jason. Con quest’ottica, quindi, ho voluto guardare questa sorta di spin-off, ed ecco quello che vi posso dire ora sul film.

1: La trama. Adonis Creed è il figlio naturale di Apollo Creed avuto da una relazione extraconiugale poco prima di morire sul ring. Donny (Michael B. Jordan) ha sempre avuto il desiderio di combattere e finirà per abbandonare una carriera sicura per buttarsi nel mondo della boxe, chiedendo l’aiuto al grande amico del padre Rocky Balboa (Sylvester Stallone).
2: Michael B. Jordan. Grazie agli Dei non abbiamo dovuto aspettare molto per rivederlo sullo schermo dopo quello schifo de Fantastic 4. Questo è un attore veramente promettente, capace di farti ridere, poi piangere e poi ridere ancora magari nella stessa scena. L’ho davvero apprezzato nel film e devo dire che ha tutte le carte in regola per portare avanti una serie di film dedicata al personaggio di Adonis Creed.
3: La regia. Sul serio, date un Oscar a Ryan Coogler per la regia di questa pellicola. Solo una parola: inimitabile. Lunghi piani sequenza che ci accompagnano nel primo combattimento ufficiale, una regia da manuale e da incontro ufficiale per la sfida finale, lunghe inquadrature che seguono gli attori, stacchi solo se necessari. Questo è parlare con le immagini per il solo gusto dello spettatore.
4: Miglior attore non protagonista? Stallone ha ricevuto la nomination per quest’Oscar e devo dire che se l’è meritata. Riesce ad essere umano come non mai, paterno, cocciuto e soprattutto interessante. Forse la sua recitazione migliore degli ultimi anni, quindi auguriamogli di portare a casa quel premio.
5: Non un film per pochi. Mi sento di dirlo sinceramente: questo è un film per tutti. Che tu segua lo sport o come me sappia a stento come è fatto un pallone o un guantone, questo è un film che vale la pena di vedere. Non annoia mai, si lascia guardare e anzi interessa sempre di più.

Questo è un film da vedere al cinema o a casa, da soli o con amici. In qualsiasi caso regala emozioni e solo per questo merita una visione.


PUNTI M: 4

mercoledì 10 febbraio 2016

5 cose su: The Revenant – Il Redivivo

Dato che sono passati mesi dalla mia ultima recensione e ho avuto il tempo di ragionare sul futuro di questo blog, ho deciso di smetterla con le recensioni classiche e di fare qualcosa più mio, alla mia portata. Analizzerò, allora, ogni film sotto cinque punti e spero di renderlo meno pedante e più interessante.

1: La trama. The Revenant è la storia, o meglio, il lungo viaggio di Hugh Glass (Leonardo DiCaprio), un uomo assunto per portare in salvo una spedizione di uomini che cacciano per le pelli di animali. Dopo essere stato attaccato da un orso, Hugh rischia seriamente la morte, ma riesce a riprendersi e a mettersi in cammino mosso per lo più da un sentimento di vendetta nei confronti di Fitzgerald.
2: Cosa mi hanno detto sul film. Devo dire che di “recensioni popolari” non ne ho mai ricevute tante per un'unica pellicola. “È noioso e non succede nulla per tutto il film”; no, non sono d’accordo. Ciò che spinge Hugh a vendicarsi mi ha sconvolto parecchio, una scena di una crudeltà incredibile. “DiCaprio non parla per tutto il film”; ma come? All’inizio addirittura ripete le cose due volte. Poi, è ovvio che con la gola tagliata parla poco, penso lo fareste anche voi. “Viene attaccato da un orso e poi scala le montagne”; veramente all’inizio a stento si regge in piedi. Lo curano parecchio prima che lui riesca anche solo a stare in piedi.
3: La recitazione. Lasciate che vi dica una cosa: non c’è solo DiCaprio in questo film. Tom Hardy è perfetto in questo film, è colui che ha ucciso Dio (anche se in quel momento aveva le sembianze di uno scoiattolo). Così come Domhnall Gleeson e Forrest Goodluck, o Will Poulter per il quale non puoi non provare compassione. Questo film andrebbe visto solo per gli attori che ne fanno parte.
4: Non lento, ma leeennttooo. Chiariamo subito, non noioso, ma lento in maniera imbarazzante nella gran parte; e questo è un problema perché finisci per perdere molte cose, scene di suspense che muoiono e inseguimenti che divengono lenti e falsi. Tuttavia l’attenzione rimane alta per tutto il film, questo lo posso assicurare.
5: non un capolavoro. Chi parla di questo film si colloca a due eccessi: o fa schifo o è un capolavoro. Diciamo che il giudizio reale si colloca nel mezzo. Buona la realizzazione, comunque riesce a piacere allo spettatore, ma resta la parvenza che in alcune cose ci sia spinti troppo oltre solo per “mostrarsi” e non per intrattenere.

In conclusione mi sento di consigliare il film, ma attenti a come ne fruite. A una prima impressione ha l’aria di un piatto meraviglioso che poi si scopre essere solo insalata. Cercate di spostare la foglia di insalata, però, altrimenti la bistecca sotto non la vedrete e finirá per puzzare.

PUNTI M: 4

mercoledì 11 novembre 2015

Ottimi gli attori, meno gli sceneggiatori, il montatore e tutti gli altri.


Io che amo solo te
Regia: Marco Ponti
Interpreti: Riccardo Scamarcio (Damiano), Laura Chiatti (Chiara), Angela Semerano (Nancy), Maria Pia Calzone (Ninella), Michele Placido (Don Mimì), Luciana Littizzetto (Zia Dora), Eva Riccobono (Daniela), Eugenio Franceschini (Orlando), Dario Bandiera (Maurizio), Enzo Salvi (Salvatore), Antonio Gerardi (Zio Franco Torres), Dino Abbrescia (Modesto), Alessandra Amoroso (Alessandra Amoroso)
Genere: Commedia - Origine: Italia - Anno: 2015 – Soggetto: Luca Bianchini – Sceneggiatura: Marco Ponti, Lucia Moisio, Luca Bianchini – Musica: Adriano Di Lorenzo - Fotografia: Roberto Forza - Montaggio: Consuelo Catucci - Durata: 102’ -Produzione: IIF Italian International Film, Rai Cinema - Distribuzione: 01 Distribution
Michele Massaro
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Ma cosa diavolo è successo al cinema italiano? Ha avuto negli ultimi anni una sbandata pazzesca e si è anche assestato bene, ma ha ancora delle lacune sulle cose più semplici che ne rovinano completamente il risultato. La trama di Io che amo solo te è molto semplice: in scena finiscono due amori, quello immortale di Ninella e di Don Mimì e quello traballante di Damiano e Chiara. Il problema è ciò che viene inserito con forza nel durante: gli zii del Nord, uno zio carcerato, un fratello omosessuale, una sorella fissata col peso forma. Tutte sotto-trame che annoiano e che alla fine devono trovare per forza una soluzione come vuole il melodramma italiano, anche se forzata. Gli attori sono maestrali, eccellenti, perfetti e tengono bene il ritmo e l’attenzione; praticamente tutto il film ruota attorno a loro. Solo una domanda: con attori così buoni, perché sprecarsi in una sceneggiatura così brutta? Cito solo una battuta: “non sono omosessuale, solo isterico”, e penso di aver detto tutto. Buona fotografia, ma solo grazie al soggetto naturale. Il montaggio l’ho travato “sbagliato” più volte e quasi fastidioso. Comunque è un film sicuramente consigliato.


PUNTI M: 3

venerdì 6 novembre 2015

L'assassino silenzioso dal videogioco al cinema.


Hitman: Agent 47
Regia: Aleksander Bach
Interpreti: Rupert Friend/Simone D'Andrea (Agente 47), Hannah Ware/Laura Lenghi (Katia van Dees), Zachary Quinto/Alessio Cigliano (John Smith), Ciarán Hinds/Stefano De Sando (Dr. Peter Litvenko), Thomas Kretschmann/Francesco Prando (Antoine LeClerq)
Genere: Azione - Origine: USA - Anno: 2015 – Soggetto: Hitman: Absolution (videogioco), Skip Woods (storia) - Sceneggiatura: Michael Finch, Skip Woods – Fotografia: Óttar Guðnason – Montaggio: Nicolas De Toth - Musica: Marco Beltrami - Durata: 96’ - Produzione: 20th Century Fox, TSG Entertainment - Distribuzione: 20th Century Fox
Michele Massaro
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Un film di Hitman non è mai bello se non lo si gioca con un joystick in mano. L’ho sempre pensato, ma non per questo evito di guardarli, anzi. Agente 47 è un personaggio che mi è sempre piaciuto moltissimo e vederlo al cinema è un’emozione unica; solo per questo mi sento di consigliarlo. Ma andiamo per gradi. La trama è quella solita delle missioni: a 47 viene affidata la missione di uccidere Katia van Dees e suo padre, il dottor Peter Litvenko, il suo creatore. Tuttavia, la missione si complicherà e 47 finirà per cercare vie traverse per portarla a termine. Una trama semplice, quasi da videogioco, e, infatti, proprio da quello nasce. Partorito da Absolution, Hitman: Agent 47 è un film semplice con tanta azione, buon ritmo, fortunatamente niente sesso (dato che sesso e azione sembrano dover sempre fondersi come ci insegna 007) e tanta genetica. Non esiste ad oggi un brutto film con Zachary Quinto e questo è sicuramente un altro motivo per guardare la pellicola. Un film sicuramente consigliato.


PUNTI M: 3

mercoledì 4 novembre 2015

Se il dolore fosse film, si chiamerebbe "Ghosthunters".


Ghosthunters - Gli Acchiappafantasmi
Regia: Tobi Baumann
Interpreti: Milo Parker/Lorenzo D'Agata (Tom Thompson), Anke Engelke/Maura Cenciarelli (Hetty Cuminseed), Bastian Pastewka/Luigi Ferraro (Hugo), Karoline Herfurth/Myriam Catania (Hopkins), Christian Tramitz/Roberto Draghetti (Gregory), Ruby O. Fee/Rossa Caputo (Lola Thompson), Christian Ulmen/Alessandro Quarta (Phil Thompson)
Genere: Commedia - Origine: Germania/Austria/Irlanda - Anno: 2015 – Soggetto: Cornelia Funke (libro) - Sceneggiatura: Tobi Baumann, Murmel Clausen, Mike O'Leary, Martin Ritzenhoff, Roland Slawik e Christian Tramitz – Montaggio: Alexander Dittner - Musica: Ralf Wengenmayr - Durata: 99’ - Produzione: Lucky Bird Pictures, Warner Bros., Immer Wieder Gerne Film - Distribuzione: Notorious Pictures
Michele Massaro
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Quando un film è noioso tendo a sopportarlo poco. Quando è sbagliato, mi viene voglia di impiccarmi con i miei stessi indumenti. Ghosthunters è un film sbagliato. Un bambino è terrorizzato dal mondo e finisce per incontrare un fantasma nella sua cantina. Finirà per cercare di aiutarlo a tornare a casa, assieme ad una ex-acchiappafantasmi. Il ritmo non esiste, i personaggi sono stupidi e viene sbandierata una morale per tutto il tempo che viene calpestata dalla stessa pellicola. Questo penso sia un film rivolto ai bambini dai sei agli otto anni, e finisce per non piacere nemmeno a loro. Non guardatelo a meno che non vogliate soffrire; e non intendo soffrire in senso buono, come con Sharknado. Qui si soffre e basta, e ogni minuto è una tortura. Sono costretto a dargli il punteggio più basso, e comunque lo sto sopravvalutando. Sconsigliato, piuttosto drogatevi.


PUNTI M: 1

venerdì 30 ottobre 2015

Quando la critica si innamora del circo.


The Walk
Regia: Robert Zemeckis
Interpreti: Zeki Muller (Elyas M'Barek/Nanni Baldini), Lisi Schnabelstedt (Karoline Herfurth, Ilaria Latini), Gurdun Gerster (Katja Riemann/Barbara Castracane), Chantal (Jella Haase/Erica Necci)
Genere: Biografico - Origine: USA - Anno: 2015 – Soggetto: Philippe Petit (libro) - Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne – Fotografia: Dariusz Wolski – Montaggio: Jeremiah O'Driscoll - Musica: Alan Silvestri - Durata: 123’ - Produzione: ImageMovers, Sony Pictures Entertainment, TriStar Productions - Distribuzione: Sony Pictures Entertainment
Michele Massaro
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Siete mai stati al circo? Io no, ma ormai la tv ci permette di vedere sempre qualsiasi cosa, e a volte sulla Rai quando ero bambino passavano anche il circo. Ci perdevo sempre qualche minuto perché mi incantavo dietro quelle acrobazie e all’abilità indiscussa di quegli artisti. Certo, poi ho scoperto il mio amore per il cinema, cosa ben diversa da una semplice attrazione da circo. O almeno lo pensavo. Di idea differente saranno stati i critici che consigliano The Walk, dato che la storia è quella di Philippe Petit, ottimo artista, grande uomo che nel 1974 attraversò le torri gemelle senza protezioni e anche più volte. Una trama semplice, e come sappiamo dalle trame semplici nascono i film migliori, giusto? Sbagliato, perché chi ha deciso di sceneggiare il film ha anche deciso di condirlo con un sacco di fatti mai avvenuti solo per tenere sulle spine lo spettatore. Ma cosa serve in più ad un film che si concentra su di un uomo sospeso su un filo a 400 metri di altezza? Un film di una banalità sconvolgente, eppure la critica ne esce entusiasta, forse perché si è dimenticato di essere seduta al cinema e non in un tendone da circo.


PUNTI M: 3

mercoledì 28 ottobre 2015

The Green Inferno è un film brutto.


The Green Inferno
Regia: Eli Roth
Interpreti: Lorenza Izzo/Francesca Manicone (Justine), Ariel Levy/Marco Vivio (Alejandro), Aaron Burns/Alessandro Messina (Jonah), Sky Ferreira/Benedetta Degli Innocenti (Kaycee), Nicolás Martínez/Andrea Mete (Daniel), Kirby Bliss Blanton/Annabella Calabrese (Amy), Magda Apanowicz/Maria Letizia Scifoni (Samantha)
Genere: Splatter - Origine: USA - Anno: 2013 – Sceneggiatura: Guillermo Almoedo, Nicolás López, Eli Roth – Musica: Manuel Riveiro - Costumi: Elisa Hormazábal - Montaggio: Ernesto Díaz Espinoza - Durata: 103’ -Produzione: Worldview Entertainment, Dragonfly Entertainment, Sobras.com Producciones - Distribuzione: Koch Media, Midnight Factory
Michele Massaro
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The Green Inferno è un film che volevo vedere. Certo, me lo immaginavo più horror e decisamente meno comico, ma diciamo che tutto questo non mi ha infastidito. La trama scorre semplice: un gruppo di attivisti vuole fermare i bulldozer in Perù che minacciano di sterminare un’intera popolazione indigena. Qui però finiranno per essere loro stessi in pericolo. Violenza gratuita, irreale e che alla lunga non stanca, ma abitua, e questo sicuramente è un male per un film che dovrebbe disgustare dall’inizio alla fine. La regia di Roth non mi è piaciuta, ma alcune scelte le ho trovate geniali, come il coltello che passa sulla gamba di Justine verso la fine, una sola inquadratura che descrive un mondo. La morale non esiste e questo dipende dai personaggi troppo stereotipati, che è una cosa che ho sempre odiato, eppure non è un film che sconsiglierei. Esatto, dopo averlo “distrutto”, mi sento comunque di consigliarlo perché anche se non è horror, anche se è pieno di stereotipi e pieno di illogicità, è un buon film e un bellissimo splatter.


PUNTI M: 3

venerdì 23 ottobre 2015

"Black Mass" è una noia mortale?


Black Mass
Regia: Scott Cooper
Interpreti: Johnny Depp/Fabio Boccanera (James 'Whitey' Bulger), Joel Edgerton/Simone Mori (John Connolly), Benedict Cumberbatch/Massimo De Ambrosis (Bill Bulger), Kevin Bacon/Francesco Prando (Charles McGuire), Jesse Plemons/Stefano Crescentini (Kevin Weeks), Peter Sarsgaard/Christian Iansante (Brian Halloran), Dakota Johnson/Valentina Favazza (Lindsey Cyr), Corey Stoll/Giorgio Borghetti (Fred Wyshak), Juno Temple/Rossa Caputo (Deborah Hussey), Adam Scott/Gianfranco Miranda (Robert Fitzpatrick), Julianne Nicholson/Chiara Colizzi (Marianne Connolly)
Genere: Drammatico - Origine: Inghilterra - Anno: 2015 – Soggetto: Dick Lehr e Gerard O'Neill (libro) -Sceneggiatura: Jez Butterworth, Mark Mallouk – Fotografia: Masanobu Takayanagi - Scenografia: Stefania Cella - Montaggio: David Rosenbloom - Durata: 122’ - Produzione: Cross Creek Pictures, Le Grisbi Productions, Infinitum Nihil - Distribuzione: Warner Bros.
Michele Massaro
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Black Mass non è un gangster movie e non è un film d’azione. Black Mass è un film drammatico e la regia, l’interpretazione degli attori e la storia non può che sottolinearcelo ogni volta. La trama è quella della storia del gangster James 'Whitey' Bulger, realmente esistito, e di come sia avvenuta la sua discesa nel mondo della mafia in America. Tuttavia questo non è nemmeno un film biografico. Di fatto si riesce bene a dire cosa non è, ma difficilmente cos’è. Non è la tomba per Johnny Depp, al contrario ne esce bene assieme alla recitazione ottima di molti altri attori, da Joel Edgerton a Benedict Cumberbatch (lo Sherlock dell’omonima serie televisiva di Steven Moffat). Non è il solito film di sparatorie, al contrario vediamo pochi spari. Non è un film scandito, al contrario la storia scorre lenta seppur evita sempre di annoiare. Non è Pirati dei Caraibi e non c’è nessun Capitan Jack Sparrow, solo un uomo che vuole riuscire a dominare qualunque cosa. Non è un capolavoro, solo un buon film. Posso consigliarlo, questo certamente, ma non garantire per lui.


PUNTI M: 3

mercoledì 21 ottobre 2015

"Suburra" ci mostra un'Italia vuota, distorta, violenta, reale.

Suburra

Regia: Stefano Sollima
Interpreti: Pierfrancesco Favino (Filippo Malgradi), Claudio Amendola (Samurai), Alessandro Borghi (Numero 8), Elio Germano (Sebastiano), Greta Scarano (Viola), Giulia Elettra Gorietti (Sabrina), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Giacomo Ferrara (Spadino Anacleti), Antonello Fassari (padre di Sebastiano), Jean-Hugues Anglade (cardinale Berchet)
Genere: Animazione - Origine: USA - Anno: 2015 – Soggetto: Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo (romanzo) Stefano Rulli, Sandro Petraglia (storia) - Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo – Fotografia: Paolo Carnera - Scenografia: Paki Meduri - Montaggio: Patrizio Marone - Durata: 130’ - Produzione: Cattleya, Rai Cinema, La Chauve Souris, Cofinova 11, Cinemage 9 - Distribuzione: 01 Distribution
Michele Massaro
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Di novembre a Roma piove sempre. Piove sulle case, sulle strade e sulle persone. È in questo clima che viene narrata la storia di Suburra, una storia fatta di droghe, di corruzione e di piccole mafie al servizio dei grandi giochi mafiosi di famiglie lontane. Un film d'incanto, semplice, lineare e reale se pur la nota di realtà risulta tanto amara quanto una sorta di giudizio divino che perpetua la pellicola. Nessuno è altruista, l'egoismo la fa da padrone assieme alla pioggia. Si vive per sé stessi e per nessun'altro e il film lo ribadisce di continuo. Una regia pulita, focalizzata, elevata e se vogliamo anche decisamente artistica, di quelle che lasciano il segno. Una fotografia quasi ormai classica di questo genere che ci immerge in una storia nera pronta a macchiarsi di sangue. Un film senza pecche e senza difetti. Da vedere assolutamente.


PUNTI M: 5

venerdì 16 ottobre 2015

Dal kebab sotto casa all'insegnare in una scuola.



Fuck you, Prof
Regia: Bora Dağtekin
Interpreti: Zeki Muller (Elyas M'Barek/Nanni Baldini), Lisi Schnabelstedt (Karoline Herfurth, Ilaria Latini), Gurdun Gerster (Katja Riemann/Barbara Castracane), Chantal (Jella Haase/Erica Necci)
Genere: Commedia - Origine: Germania - Anno: 2013 - Sceneggiatura: Bora Dağtekin – Musica: Beckmann, Djorkaeff, Beatzarre - Durata: 119’ - Produzione: Constantin Film Produktion, Rat Pack Filmproduktion - Distribuzione: Medusa Film
Michele Massaro
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Qualcuno di voi ha mai visto Kebab for Breakfast? Era una serie TV trasmessa in Italia da MTV, tedesca e davvero carina da vedere. Penso che la genialità in questa serie fosse l’aver anticipato tutto: era il 2007 e in Italia il kebab non si sapeva ancora cosa fosse, ma i turchi in Germania erano già ben inseriti. Da quella serie TV esce uno degli attori di Fuck you, Prof, forse il migliore, Elyas M'Barek. La trama del film è semplice: un ex-detenuto vuole riprendere i suoi soldi messi sotto terra che però ora si trovano sotto una scuola, e per farlo si fa assumere. Per mancanza di personale dovrà però fare il supplente e si ritroverà a gestire dei ragazzi senza una speranza di futuro. Film semplice, caldo, che si allontana molto da La scuola più bella del mondo e per fortuna potremmo dire. Un film “vecchio”, del 2013, portato in Italia probabilmente solo per il sequel che sta per uscire ma comunque tagliato e sminuzzato in tutte quelle scene che potrebbero “ferire” l’animo italiano: vedere un professore truccato da donna potrebbe ferire i bambini! Un film ritmato, veloce come lo deve essere una commedia e ben sviluppato. Consigliato.


PUNTI M: 3

mercoledì 14 ottobre 2015

Hotel Transylvania 2 è un film per bambini?


Hotel Transylvania 2
Regia: Genndy Tartakovsky
Interpreti: Claudio Bisio (Dracula), Davide Perino (Jonathan), Cristiana Capotondi (Mavis), Paolo Marchese (Frank/Frankenstein), Mino Caprio (Griffin, l'uomo invisibile), Luca Dal Fabbro (Wayne), Luigi Ferraro (Murray, la mummia), Stefanella Marrama (Wanda), Graziella Polesinanti (Eunice), Paolo Villaggio (Vlad), Anita Ferraro (Dennis)
Genere: Animazione - Origine: USA - Anno: 2015 – Soggetto: Robert Smigel, Adam Sandler - Sceneggiatura: Robert Smigel – Musica: Mark Mothersbaugh - Character design: Andre Medina -  Durata: 89’ - Produzione: Sony Pictures Animation, Columbia Pictures - Distribuzione: Warner Bros. Italia
Michele Massaro
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Non avrei mai pensato di recensire due film di animazione uno dietro l’altro e quindi non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi a fare un confronto su due pellicole. Purtroppo penso sia qualcosa che vada oltre l’oggettività e sicuramente Hotel Transylvania 2 perde il confronto con Inside Out, ma non paragoniamole per ora. La trama ricomincia esattamente dove si era concluso il primo, con una bella e inaspettata notizia: l’arrivo di un bambino. Il non sapere se il figlio sia umano o vampiro, però, esaspera Drac che farà di tutto per fargli uscire i primi dentini da vampiro. In un mondo dove i mostri sono all’ordine del giorno e dove la discriminazione viene fatta passare come qualcosa di sbagliato, punto, il pubblico non può che sorridere e divertirsi, senza lasciar perdere quel senso morale di fondo che ci accompagna per tutta la durata del film. È sbagliato forzare i bambini, così come lo è essere troppo apprensivi. Sul piano morale, un piano alto quindi, è un film che sicuramente si batte bene con Inside Out; quindi quanto possiamo definire Hotel Transylvania 2 un film per bambini? Sicuramente è però un film consigliato.

PUNTI M: 3

venerdì 9 ottobre 2015

"Inside Out" non è un bel film.


Inside Out
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen
Interpreti: Stella Musy (Gioia), Melina Martello (Tristezza), Paolo Marchese (Rabbia), Daniele Giuliani (Paura), Veronica Puccio (Disgusto), Vittoria Bartolomei (Riley Anderson), Claudia Catani (Madre di Riley), Mauro Gravina (Padre di Riley), Luca Dal Fabbro (Bing Bong), Giorgio Locuratolo (Jangles, il clown), Renato Cecchetto (Fritz), Cristina Poccardi (Smemoratrice Paula), Carlo Scipioni (Smemoratore Bobby), Chiara Salerno (Regista sogni), Alessandra Cassioli (Rabbia, mamma), Roberta Pellini (Tristezza, mamma) Alberto Caneva (Paura, papà), Emiliano Ragno (Gioia, clown), Luna Iansante (Meg), Giorgia Ionica (Meg, bambina), Davide Lepore (Guardia Subconscio, Frank), Achille D'Aniello (Guardia Subconscio, Dave)
Genere: Animazione - Origine: USA - Anno: 2015 – Soggetto: Pete Docter, Ronnie del Carmen - Sceneggiatura: Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley – Musica: Michael Giacchino -  Durata: 94’ - Produzione: Pixar Animation Studios - Distribuzione: Walt Disney Pictures
Michele Massaro
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Secondo Bazin, quando un regista tratta un argomento per bambini raggiunge l’universale, quindi riesce a rivolgersi a chiunque. Inside Out mette in campo i sentimenti delle persone, in particolare gioia, tristezza, paura, disgusto e rabbia e gioca tutto sulla coesistenza di questi cinque. La trama segue la storia di una ragazzina, Riley, che è costretta a subire un trasloco e non riesce a superarlo bene. Trama semplice, così come semplice è il concetto delle relazioni, perché serve poco per creare qualcosa che sia di reale intrattenimento. Fin da subito veniamo lanciati nel cervello di Riley e qui trascorreremo gran parte del film, tra ricordi, emozioni, subconscio e persino l’amico immaginario di quando si è bambini. A questo film non manca nulla, un ritmo calzante e spunti continui che fanno ridere, sia i più piccoli sia gli adulti. Finalmente un film Pixar con la “F” maiuscola, non un bel film,  ovvio, o meglio non solo; Inside Out è un film universale che sa toccare chiunque.


PUNTI M: 4

mercoledì 16 settembre 2015

Goku e Vegeta tornano al cinema con un nuovo film.


Dragon Ball Z: La resurrezione di F
Regia: Tadayoshi Yamamuro
Interpreti: Andrea Ward (Son Goku), Marco Vivio (Son Gohan), Massimo De Ambrosis (Vegeta), Monica Ward (Bulma), Oliviero Dinelli (Maestro Muten), Leonardo Caneva (Crilin), Danilo Di Martino (Piccolo), Daniele Raffaeli (Trunks), Maurizio Fiorentini (Tenshinhan), Valeria Vidali (Videl), Loris Loddi (Freezer), Riccardo Rossi (Bills), Roberto Chevalier (Whis), Rodolfo Bianchi (Drago Shenron), Luigi Ferraro (Pilaf), Mauro Gravina (Shu), Rossella Acerbo (Mai), Stefano Broccoletti (Pesce Oracolo), Patrizia Salerno (C-18), Patrizia Salerno (Marron), Emanuele Ruzza (Jaco), Pasquale Anselmo (Sorbet), Massimiliano Virgilii (Tagoma), Mario Bombardieri (Shisami), Giorgio Lopez (Padre di Bulma), Luigi Scribani (Ladro 1), Alan Bianchi (Ladro 2)
Genere: Animazione - Origine: Giappone - Anno: 2015 – Soggetto: Akira Toriyama - Sceneggiatura: Akira Toriyama – Animatori:         Tadayoshi Yamamuro Musica: Norihito Sumitomo - Effetti speciali: Naotake Oota - Durata: 93’ - Produzione: Toei Animation, 20th Century Fox - Distribuzione: Lucky Red
Michele Massaro
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Nella saga di Dragon Ball nessuno è mai d’accordo. C’è chi dice che Dragon Ball sia il migliore di tutti e che la serie Z rovini la prima, chi il contrario, chi dice che GT è la cosa peggiore che il mondo abbia mai visto e chi invece sognava che GT continuasse. Toriyama però ricomincia da dove si era fermato, quindi da Dragon Ball Z, lasciando da parte l’ultima serie, non sua e creandone una nuova: Dragon Ball Super. La trama narra la rinascita di Freezer, tornato in vita grazie alle sfere del drago e per la prima volta costretto ad allenarsi prima di affrontarsi contro il suo temibile avversario. Il film non si perde in troppe parole e ci butta subito nell’azione spettacolare e ignorante che ha reso Dragon Ball un capolavoro. Ma non solo, alcuni personaggi in questo film riprendono carattere: il Maestro Muten, Freezer stesso e Vegeta sono solo i primi dei grandi rivalutati. Un film che non dovrebbe esser film, ma a mio modesto parere realizzato solo perché in molti non guarderanno la serie (prevista di cento puntate). Questo rende il ritmo forse troppo veloce e le decisioni sembrano troppo avventate, ma risulta un ottimo intrattenimento.

PUNTI M: 3

Prima di lasciarvi vi do alcuni motivi per guardare il film, in via del tutto eccezionale:
-          Nel film viene finalmente rivelato perché Goku è più forte di Vegeta;
-          Nel film, Bills e Goku spiegano il carattere di Freezer;
-          Nel film Gohan e Piccolo hanno smesso di allenarsi da anni (idem Yamcha), ma non il Maestro Muten, che quindi combatte quasi al loro livello;
-          Nel film Goku e Vegeta si stanno allenando, invece, da parecchio assieme a Whis e hanno già raggiunto un nuovo livello (nuovo livello, ma non Dragon Ball GT che non c’entra nulla, ok?);
-          Il film a Toriyama è venuto in mente mentre ascoltava F dei Maximum The Hormone. Ve la lascio qui, così potete goderne.

sabato 12 settembre 2015

Un horror che non fa paura, non è un bel film.


Sinister 2
Regia: Ciaran Foy
Interpreti: James Ransone/Simone D'Andrea (Ex vice sceriffo), Shannyn Sossamon/Barbara De Bortoli (Courtney Collins), Robert Daniel Sloan/Lorenzo D'Agata (Dylan Collins), Dartanian Sloan/Mattia Fabiano (Zach Collins), Lea Coco/Antonio Palumbo (Clint Collins), Tate Ellington/Stefano Crescentini (Dottor Stromberg), Lucas Jade Zumann/Alessio Puccio (Milo)
Genere: Orrore - Origine: USA - Anno: 2015 - Sceneggiatura: Scott Derrickson, C. Robert Cargill - Montaggio: Ken Blackhell  – Musica: Tomandandy - Effetti speciali: Peter Appold, Phillip Beck, Robert Beck, John DiClementi, John Howell - Durata: 100’  - Produzione: IM Global, Blumhouse Productions, Automatik Entertainment, Possessed Pictures, Gramercy Pictures - Distribuzione: Koch Media, Midnight Factory
Michele Massaro
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Dopo Sinister, un horror non molto riuscito ma comunque con una buona trama nel sotto-testo, non mi aspettavo un sequel. Tuttavia dal trailer pensavo di aspettarmi qualcosa di buono, ma mi sbagliavo. C’è da dire però che l’idea della storia era ottima: l’ex vice sceriffo, dopo essere stato condannato e poi scarcerato per i crimini del primo delitto, cerca le case in cui il demone è apparso per bruciarle e spezzare così la catena di omicidi. Si imbatte però in una residenza abitata ed è così costretto a combattere il demone. Buona trama, regia spaventosamente scontata. Un film dell’orrore nel quale ti aspetti di essere spaventato in determinati momenti e che rinuncia all’effetto spavento per mostrarti omicidi non è un horror, forse nemmeno uno shocker. La recitazione è buona ma non ci salva da scelte registiche, a mio modesto parere, sbagliate. Il film finisce per essere solo narrativa e nulla di più. Avrei potuto passare cento minuti a drogarmi e mi sarei divertito di più.


PUNTI M: 2

mercoledì 9 settembre 2015

Un film per bambini in una saga per adulti.


Minions
Regia: Pierre Coffin, Kyle Balda
Interpreti: Luciana Littizzetto (Scarlett Sterminator), Fabio Fazio (Herb Sterminator/Blerb), Riccardo Rossi (Walter Nelson), Selvaggia Lucarelli (Madge Nelson), Monica Ward (Tina Nelson), Ralph Palka (Professor Flux), Roberta Pellini (Elisabetta II), Max Giusti (Gru), Roberto Stocchi (Walter Nelson Jr.), Stefano Macchi (Fabrice), Paolo Buglioni (guardia della corona), Alberto Angela (voce narrante)
Genere: Animazione - Origine: USA - Anno: 2015 - Sceneggiatura: Brian Lynch - Montaggio: Claire Dodgson  – Musica: Heitor Pereira - Durata: 90’  - Produzione: Illumination Entertainment - Distribuzione: Universal Pictures
Michele Massaro
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In Florida c’è una struttura dedicata ai minions, una sorta de “Il Covo dei Pirati” per chi è stato a Gardaland, con un video scritto da un certo Brian Lynch. Per chi è stato a Gardaland sa che l’attrazione di Spongebob non è per nulla paragonabile a una puntata del cartone, figuriamoci a un film. Quindi per quale motivo proporre a un uomo che fa questo intrattenimento di fare un film? Semplice, per dedicare il film solo ai bambini. La trama è banalissima: i minions sono alla ricerca di un padrone cattivissimo da seguire e per questo incontrano Scarlett Sterminator, doppiata da una Littizzetto che si sente non aveva voglia di farlo. L’idea del cercare un super-cattivo tra gli uomini poteva essere meravigliosa, invece il momento più interessante sono i primi cinque minuti, nonostante il commento fastidiosissimo di Alberto Angela (e ancora non capisco il motivo di affidargli il ruolo di voce narrante). Il film non ha intrattenimento per gli adulti come succedeva in Cattivissimo Me, chi dice il contrario probabilmente ha una comicità che si ferma alla terza elementare. Non vi sono contraltari, i minions sono un bel contorno in un film, affidargli la comicità è avventato e fallimentare.


PUNTI M: 2

mercoledì 2 settembre 2015

Uno spionaggio basato sulla commedia.


Spy
Regia: Paul Feig
Interpreti: Melissa McCarthy/Francesca Guadagno (Susan Cooper), Jason Statham/Francesco Prando (Rick Ford), Rose Byrne/Myriam Catania (Rayna Boyanov), Jude Law/Niseem Onorato (Bradley Fine), Morena Baccarin/Francesca Manicone (Karen Walker), Allison Janney/Roberta Pellini (Elaine Crocker), Bobby Cannavale/Alessandro Budroni (Sergio De Luca), 50 Cent: 50 Cent, Miranda Hart/Sabrina Duranti (Nancy B. Artingstall), Will Yun, Peter Serafinowicz/Pino Insegno (Aldo), Björn Gustafsson/Stefano Macchi (Anton)
Genere: Commedia - Origine: USA - Anno: 2015 - Sceneggiatura: Paul Feig – Fotografia: Robert D. Yeoman - Montaggio: Don Zimmerman  – Effetti speciali: Gergely Glovotz – Musica: Theodore Shapiro - Scenografia: Jefferson Sage - Durata: 120’  - Produzione: 20th Century Fox, Feigco Entertainment - Distribuzione: 20th Century Fox
Michele Massaro
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Solitamente una buona commedia è quella che riesce a far ridere senza troppe pretese. Niente di più e niente di meno. Spy è una buona commedia ma purtroppo nulla di più. La trama è molto semplice: una donna poco attraente che lavora nelle retrovie della Cia decide di scendere in campo quando il suo collega agente viene fatto fuori da una criminale internazionale. Si ritroverà così piombata nel lavoro “sul campo”, scoprendo di essere nata proprio per quello. Gli attori in questo film sono una benedizione; Melissa McCarthy e Jason Statham tengono una atmosfera perfetta, hanno il film sulle dite e lo compongono fino alla fine senza problemi, ma non si può affidare un film solo sugli attori. La regia e la fotografia fanno il loro lavoro, è vero, ma nulla di più. Avrei preferito si lasciassero più andare, soprattutto dal regista da cui uscirà Ghostbusters III, ma tutto sommato il film risulta godibile, con una buona trama e un ritmo costante di risate e semplicità. Sicuramente due ore ben spese.


PUNTI M: 3

venerdì 28 agosto 2015

Anche gli attori italiani non deludono in un buon film.


Operazione U.N.C.L.E.
Regia: Guy Ritchie
Interpreti: Henry Cavill (Napoleon Solo), Armie Hammer (Illya Kuryakin), Alicia Vikander (Gaby Teller), Hugh Grant (Waverly), Jared Harris (Sanders), Elizabeth Debicki (Victoria Vinciguerra), Christian Berkel (Udo), Luca Calvani (Alexander), Simona Caparrini (contessa Allegra), Francesco De Vito (proprietario locale)
Genere: Azione - Origine: USA - Anno: 2015 - Soggetto: Sam Rolfe (serie televisiva) Jeff Kleeman, David C. Wilson, Guy Ritchie, Lionel Wigram (soggetto) - Sceneggiatura: Guy Ritchie, Lionel Wigram – Fotografia: John Mathieson - Montaggio: James Herbert  – Effetti speciali: Franco Simeone – Musica: Daniel Pemberton - Scenografia: Oliver Scholl - Durata: 116’  - Produzione: Warner Bros., Davis Entertainment - Distribuzione: Warner Bros.
Michele Massaro
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Cosa serve a un film d’azione per diventare un buon film? A.R.I.A., o meglio Azione, Ritmo, Inventiva e Attori ottimi. Operazione U.N.C.L.E. ha tutto. La trama è tanto semplice quanto banale, come ogni buon film si rispetti. Napoleon e Illya sono due agenti, uno americano e l’altro russo, costretti a lavorare assieme per scovare una bomba nucleare. Saranno affiancati dalla bella Gaby che ho molto rivalutato dopo averla vista in Ex Machina. Azione, sempre e ovunque, non c’è un momento per prendere fiato, quasi. Ritmo continuo, dato da una regia e un montaggio perfetti, messi a punto durante i due film di Sherlock Holmes, poco ma sicuro. Inventiva, anche grazie a una fotografia mozzafiato di John Mathieson, di cui avevo già lodato 47 ronin. Attori ottimi, con Herny Cavill che fortunatamente non è l’uomo senza sentimenti di Man of Steal e Armie Hammer che già era perfetto con The Social Network e mi chiedo come mai non stia interpretando ancora nessun supereroe, dato che i muscoli li ha. Tutto perfetto, liscio e cristallino in un film che si gode al cento per cento. Consigliato caldamente.


PUNTI M: 4

mercoledì 26 agosto 2015

L'impossibile missione di risollevare una saga.


Mission: Impossible - Rogue Nation
Regia: Christopher McQuarrie
Interpreti: Tom Cruise/Roberto Chevalier (Ethan Hunt), Jeremy Renner/Alessandro Quarta (William Brandt), Simon Pegg/Massimiliano Manfredi (Benji Dunn), Rebecca Ferguson/Gaia Bolognesi (Ilsa Faust), Ving Rhames/Alessandro Rossi (Luther Stickell), Alec Baldwin/Paolo Buglioni (Alan Hunley), Sean Harris/Andrea Lavagnino (Solomon Lane), Simon McBurney/Marco Mete (Attlee), America Olivo: Turandot, Jens Hultén/Alberto Angrisano (Janik "Bone Doctor" Vinter), Tom Hollander/Stefano Alessandroni (Primo Ministro)
Genere: Azione - Origine: USA - Anno: 2015 - Soggetto: Christopher McQuarrie, Drew Pearce - Sceneggiatura: Christopher McQuarrie – Fotografia: Robert Elswit – Montaggio: Eddie Hamilton - Effetti speciali: Jason McCameron - Musica: Joe Kraemer - Durata: 131’  - Produzione: Bad Robot Productions, Skydance Productions, Paramount Pictures, China Movie Channel, Alibaba Pictures - Distribuzione: Universal Pictures
Michele Massaro
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Non ho mai seguito la saga di 007, ne tanto meno quella di Mission Impossible. Solo ultimamente, grazie a papà Hitchcook mi sono avvicinato ai film di azione e di spionaggio. Quindi era mio dovere guardare Mission impossible: Rogue Nation. Tutto inizia con Ethan Hunt e la sua squadra che viene smantellata e inglobata alla CIA, proprio nel momento in cui Hunt è vicino come non mai alla nuova organizzazione criminale: Il Sindacato. C’è da dire che solo un paese capitalista come l'America poteva chiamare un'organizzazione segreta e criminale "Il Sindacato", però il film si regge su solide basi e ci porta in giro per il mondo, senza mai annoiare e con una buona atmosfera. Il film scorre bene, senza intoppi e nonostante duri due ore riesce ad essere godibile, ben ritmato e pieno di suspance. Simon Pegg è perfetto in questo film e sono contento che finalmente si siano accorti di lui, e sono anche sorpreso del bel doppiaggio. Solitamente ci rimango sempre male, ma qui devo ammettere di non essere stato particolarmente infastidito. Un buon film da blockbuster, quindi, perfetto per i fan della saga ma anche ottimo intrattenimento per chi, come me, era un neofita.


PUNTI M: 3